Vincoli

Sia chiaro subito: il libro è uno di quelli, per intenderci, su modello di Cent’anni di solitudine dove seguiamo l’evoluzione di una famiglia, le fatiche, le sofferenze e il vissuto quotidiano. Ora se nel libro di Marquez assistiamo ad una serie di eventi fortunati e meno fortunati, nel romanzo di Haruf il tempo scorre più lentamente. I ritmi sono scadenzati da quelli del lavoro nei campi, dal sudore, dalla fatica, dalla vita senza futuro e dalle uniche certezze fornite dai frutti della terra. A sconvolgere l’apparente tranquillità della vita agreste contribuisce un evento dal gusto noir che contribuisce ad alzare la soglia di attenzione del lettore che, oltre a seguire l’epopea familiare dei protagonisti, rimane coinvolto dall’inaspettato risvolto da letteratura gialla.

Atmosfere rurali e destini apparentemente segnati, raccontati dalla voce di uno dei protagonisti contribuiscono a fare di questo romanzo il giusto ingresso nel mondo di Holt, luogo immaginario, creato dalla fantasia dell’autore.