Tosca dei boschi

“C’era una volta e c’è ancora” narra il buon Fra’ Cosimo da Volterra precettore della giovane Lucilla, donzella senese figlia del valoroso condottiero Granito Fieramosca di Castelguelfo. La suddetta pulzella sta per finire in sposa a Caio Tornaforte, tonta pedina nelle mani dei signori fiorentini che vogliono togliere di mezzo il di lei padre. Ma la scaltra canaglia Tosca – Robin Hood declinato al femminile – e suo fratello Rinaldo – il menestrello della corte di Castelguelfo – aiutano Lucilla a sventare l’attentato. I due fratelli, orfani che vivono di scorribande e sonate, trascinano Lucilla nelle loro avventure regalandole attimi di libertà insperati (e da lungo tempo agognati). Ma gli intrighi di palazzo non si esauriscono dopo il primo colpo fallito e la stessa Lucilla cadrà vittima dei cospiratori. Tosca e Rinaldo si getteranno in un impresa impossibile per portare in salvo l’amica.

Le tavole di questa bellissima graphic novel sarebbero da incorniciare, pagina per pagina, per riempire un’intera parete di casa. Le scenografie che accompagnano il racconto sono molto accurate, colorate con una tavola cromatica calda che ricorda l’abbigliamento rinascimentale fatto di broccato e tessuti ricamati. Le architetture sono realizzate con un’accuratezza e precisione impressionanti, più belle di una cartolina. Tutti i personaggi – comprimari inclusi – hanno una loro personalità, definita da tratti fisici e comportamentali peculiari. Bellissimi i rimandi ai sommi poeti e commovente “Il cantico di frate sole” recitato da Fra’ Cosimo da Volterra per narrare la nascita e la crescita dell’amicizia tra Lucilla, Rinaldo e Tosca. Insomma, nulla è lasciato al caso.

Mi raccomando, non fermatevi all’ultima tavola ma prendetevi del tempo per leggere anche i ringraziamenti finali. Non ve ne pentirete!