La costola di Adamo

Non tutto è come sembra. E questa regola vale sia nella vita che nel lavoro di Rocco Schiavone. Chiamati per un presunto furto, il Vice Questore e Italo Pierron trovano una donna morta nella sua casa, impiccata ad un lampadario. Tutto fa pensare al suicidio, ma troppe cose non tornano. E Schiavone indaga, va a fondo, immerge le mani nella cattiveria e nella perversione umana. Ed ogni volta è sempre più difficile scrollarsela di dosso, uscirne pulito. Il dinucolo, il primo albeggiare, è lontano; la vita del Vice Questore di Aosta è ancora avvolta dal buio della notte.
Sebbene all’apparenza il caso sembri molto semplice, riserva un finale a sorpresa del tutto inaspettato. Schiavone si fa giudice e noi con lui. É quasi impossibile porre un freno alla lettura, le pagine scorrono veloci come mosse dal vento. La narrazione è un concerto ben orchestrato di personaggi, situazioni e scene che immergono il lettore nelle fredde strade di Aosta. Un secondo capitolo spigliato e frizzante come il primo, è stato davvero un piacere averlo come compagno di viaggio.